La Sindrome di Asperger – caratteristiche e sintomi

Davide ha 14 anni e il giorno in cui l’ho conosciuto me lo ricordo come fosse ieri. Arriva in consultazione accompagnato dai genitori “perché scrive male”, per effettuare una valutazione per disgrafia.

Quando vado ad accoglierlo in sala d’attesa Davide mi saluta in modo molto formale: si protrae in avanti con il busto, tende la mano verso di me, dice “buongiorno” ma il suo sguardo non è diretto a me, va oltre. Man mano che il colloquio con lui e i genitori procede mi accorgo sempre di piu’ della “stranezza” di Davide, che si attiva e riesce a partecipare solo quando mi puo’ parlare della sua passione per la storia e in particolare per Napoleone, di cui sa tutto. Quando poi il discorso si sposta su altro Davide ritorna a guardare fuori dalla finestra con lo sguardo altrove…. Chissà dov’è….penso, mentre i suoi genitori proseguono il racconto delle loro fatiche, soprattutto relazionali con Davide, che vanno ben al di là della semplice scrittura e che partono dalla prima infanzia. Ricordano che Davide ha sempre faticato a relazionarsi coi bambini e che una delle maestre dell’asilo, per coinvolgerlo nel gruppo, gli permetteva di raccontare le storie che imparava perfettamente a memoria senza sbagliare nemmeno una parola. Aveva 2 anni e mezzo.

Alla fine di quel colloquio la parte piu’ difficile (non so se ci faro’ mai l’abitudine) è stato comunicare ai genitori il mio dubbio diagnostico: “credo che il problema di scrittura per cui siete venuti – dissi – possa rientrare in una modalità di funzionamento piu’ complessa, che richiama i tratti di un disturbo dello spettro autistico”.

Dopo le lacrime, difficilmente trattenute della madre, sopraggiunse subito il desiderio, misto alla paura, di capire. Capire quel figlio che per molti anni hanno visto e considerato come “bizzarro”, un po’ alieno dal loro modo di essere e di agire. Coraggiosamente i genitori di Davide hanno accettato la valutazione diagnostica, che ha confermato l’iniziale dubbio diagnostico: Sindrome di Asperger.

Non dimentichero’ mai nemmeno le parole della madre di Davide alla fine del colloquio di restituzione: “Dottoressa le devo dire grazie. Grazie perché in tutti questi anni mi sono sentita inadeguata con mio figlio, come madre, non riuscivo a capirlo…ora so perché e so che il mio Davide, con il suo modo di essere, è unico e non lo vorrei diverso, ma ho smesso di sentirmi in colpa”.

Tra i disturbi dello spettro autistico, la Sindrome di Asperger è quello che più frequentemente viene misconosciuto; o il cui riconoscimento avviene tardivamente, con il rischio di venire scambiato spesso per un disturbo di personalità (es. disturbo schizotipico, schizoide, evitante) o per fobia sociale.

Per formulare una diagnosi di Sindrome di Asperger è necessaria la presenza di compromissione qualitativa dell’interazione sociale, comportamenti/interessi/attività ristretti, ripetitivi (stereotipati) e piu’ spesso intellettualizzati (come lo spiccato e ossessivo interesse per la storia o per altri argomenti che in genere interessano molto poco i coetanei per la bizzarria o la complessità), in presenza di uno sviluppo cognitivo e del linguaggio nella norma; anzi nella maggior parte dei casi al di sopra della norma.

I primi segnali della presenza di una Sindrome di Asperger sono legati alla goffaggine motoria (correre in modo fluido, andare in bicicletta, allacciare bottoni e stringhe, scrivere…); alla presenza di interessi speciali, come sopra detto molto intellettualizzati e/o bizzarri per l’età e la tipologia; all’inadeguatezza nel modo di relazionarsi con i coetanei, che si evidenzia soprattutto quando aumenta la richiesta di competenze sociali, come a scuola dell’infanzia/primaria; e piu’ ancora alle medie e alle superiori.

Sintomi della Sindrome di Asperger

I “sintomi” principali della presenza della Sindrome di Asperger possono essere cosi’ riassunti:
⦁    comportamento sociale e affettivo non adeguato;
⦁    scarsa o nulla capacità di “leggere” i contesti e le intenzioni dell’altro;
⦁    intolleranza al cambiamento della routine e alla frustrazione, con talvolta agiti aggressivi di fronte a situazioni per loro vissute come stressanti;
⦁    concentrazione eccessiva su interessi limitati, che possono variare nel tempo, che escludono altre attività;
⦁    ottima memoria visiva in particolare per i dettagli;
⦁    linguaggio perfetto ma spesso pedante, iperformale, logorroico quando si toccano i temi di interesse, ma telegrafico quando si cerca una comunicazione reciproca;
⦁    prosodia strana/bizzarra, talvolta cantilenante, con anche un tono o volume sregolato;
⦁    si esprimono senza filtri, con troppa sincerità e schiettezza e questo li fa apparire maleducati;
⦁    c’è difficoltà a comprendere le regole sociali non scritte e pertanto difficoltà a inserirsi in un gruppo sociale;
⦁    goffaggine motoria negli sport di destrezza;
⦁    alterazioni a livello sensoriale: ipersensibilità ai rumori, al tatto (es. fastidio per le etichette dei vestiti, rifiuto di tagliare unghie e capelli, rifiuto del contatto fisico), ipo- o ipersensibilità a certi gusti e/o odori, ricerca di stimolazioni tattili forti o cinestesiche (es. stringere forte la cintura o le stringhe, allacciarsi fino all’ultimo bottone del colletto, girare su se stessi…).
 
Tutto questo, come si puo’ facilmente comprendere, crea forti tensioni familiari e sociali e, di conseguenza, un forte vissuto di inadeguatezza nelle persone con Asperger, che si rendono perfettamente conto della propria peculiarità. Questa consapevolezza rappresenta un fattore di vulnerabilità per l’insorgenza di altri disturbi psichiatrici, quali ansia e depressione, in particolare quando si è privi di diagnosi e si viene colpevolizzati dagli altri per essere così “anomali” e “asociali” e si viene esclusi o derisi. Questo in particolare a partire dall’adolescenza.

Voglio concludere questo articolo proprio con le parole di Davide: “Io una volta ho chiesto se esista un manuale per fare amicizia…anche io voglio gli amici, ma gli altri sono molto diversi da me… il mio piu’ grande desiderio non è essere integrato nella società, ma essere rispettato dalla società, per come sono!”.

È quello per cui tutti i giorni le persone con la Sindrome di Asperger cortaggiosamente lottano: il diritto di trovare il loro posto nel mondo, il rispetto, la felicità con il loro modo di essere. Noi possiamo aiutarli a modificare alcuni loro comportamenti, per evitare che si mettano nei guai; ma mai e poi mai potremo cambiare la loro essenza (per fortuna!), la loro capacità di pensare al di fuori degli schemi tradizionali e dei luoghi comuni, di guardare oltre, sempre piu’ straordinaria. Sono geniali e fantastici cosi’ come sono. Il mondo sarebbe un posto diverso se non ci fossero…e non credo migliore.

Ilaria Marelli
Medico Neuropsichiatra Infantile

Centro Vela Como

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